Le stagioni del mare
Inverno
Nel corso delle precedenti stagioni invernali, solo gli operatori
della riserva si immergevano per portare a termine le consuete
operazioni di controllo e di monitoraggio stagionali. Da qualche
anno invece la stagione subacquea di Miramare non si conclude
con i primi venti di scirocco autunnali.
Un numero sempre più elevato di gruppi fa richiesta
per effettuare visite con barca partecipando ad escursioni
che offrono, nonostante il clima più rigido, diversi
spunti naturalistici che soddisfano la curiosità dei
subacquei.
Escludendo appunto la tempera piuttosto fredda dell’acqua,
un ulteriore fattore che farebbe desistere dall'immersione
invernale è la quasi completa mancanza di pesci, ad
eccezione dei grandi Tordi neri (Labrus merula) che
invece permangono entro le tane della scogliera tutto l'anno.
In linea generale, e pare se ne abbia conferma anche quest'anno,
ad un primo periodo in cui l’acqua è torbida
a causa delle precipitazioni, ne segue uno lungo in cui l’acqua
tende al raffreddamento, solitamente fino ai 5 o 6 °C.
Le precipitazioni nevose che hanno luogo nel periodo invernale
riducono l'apporto dei fiumi rendendo il mare limpido, di
conseguenza anche le immersioni sul fango, dove comunemente
la visibilità è molto bassa, assumono una connotazione
interessante.
Si scopre che questo ambiente non è assolutamente desertico,
come si sarebbe portati a pensare, ma che gradualmente negli
anni si sta trasformando grazie agli organismi sessili e biocostruttori.
Con le concrezioni dei gusci e gli scheletri hanno creato
delle piccole oasi in cui anche i pesci si possono nascondere.
E’ il caso del Sacchetto (Serranus hepatus)
una copia in miniatura della Cernia con la quale vi è
in realtà un legame tassomico, appartengono infatti
alla stessa famiglia sistematica.
Interessante è percorrere un transetto che va dalla
scogliera del castello alla barriera, impresa praticamente
impossibile d'estate per la nebbia subacquea, ma che in inverno
diventa particolarmente spettacolare per la straordinaria
prospettiva del cumulo di strutture visibile anche da lontano.
Alla profondità di 17 m la barriera anche nei mesi
invernali si riempie di giovani saraghi e corvine evidentemente
attratti da un ambiente in cui l'acqua non risente tanto dell’abbassamento
della temperaura invernale come accade invece sottocosta.
(testo di Robero Odorico)
Corvina (Sciaena umbra) e Sciarrano(Serranus
scriba)
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