News
18.09.2009
Mamola torna a nuotare
Restituita al mare dopo 24 giorni la tartaruga curata da WWF - Area Marina Protetta di Miramare e OGS.
E’ stata raccolta e curata. E’ guarita, ed è tornata nel suo ambiente naturale fra gli applausi dei soccorritori, i biologi marini del Dipartimento BIO dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale OGS e gli operatori dell’Area Marina Protetta di Miramare.
Mamola (“ragazza”, in dialetto gradese, perché è nel porto di Grado che è stata raccolta), un esemplare di Caretta caretta – tartaruga assai comune nel Mar Mediterraneo – è stata liberata questa mattina nel Golfo di Trieste, dopo essere stata trasportata al largo a bordo del Valona, l’imbarcazione di servizio della Area Marina di Miramare.
L’esemplare, femmina adulta, di circa 80 chilogrammi era stato raccolto dalla Protezione Civile di Grado e trasportato al Centro Recupero Tartarughe del WWF Italia, ospitato presso l'Area Marina Protetta di Miramare il 25 agosto scorso, poiché ferito da un amo incastratosi in fondo alla gola. Dopo un delicato intervento chirurgico effettuato dal veterinario Paolo Zucca, storico collaboratore del Centro di Miramare e appassionato di questi rettili marini, l’animale era stato trasferito nei laboratori marini di OGS, presso i Filtri di Aurisina, dove i ricercatori e lo staff WWF l’hanno seguita durante la convalescenza.
“In questo periodo di cattività forzata – raccontano i ricercatori di OGS che si sono occupati del rettile ferito – Mamola ha dato prova di un appetito degno della sua mole, segno di una tempra forte che le ha permesso di ristabilirsi velocemente”.

“Abbiamo applicato una targhetta di riconoscimento a questo splendido esemplare – aggiunge Maurizio Spoto, direttore della Area Marina Protetta di Miramare – in linea con quello che è il programma Tartarughe del WWF Italia. Questo accorgimento ci consentirà , se mai venisse ritrovata, di censire i suoi spostamenti e di apprendere qualche informazione in più sulle abitudini e il comportamento di una specie ancora poco conosciuta”.

Il rilascio, motivato in primis dalle eccellenti condizioni di salute dell’animale, è stato affiancato dalla liberazione di un altro esemplare adulto ospedalizzato per circa venti giorni presso l’Area Marina Protetta di Miramare, raccolto nelle acque di Marina Nova (Monfalcone) dalla Capitaneria di Porto di Monfalcone. Questa ulteriore tartaruga, presentava un filo di nylon all’altezza del gomito della pinna anteriore destra, che ne impediva la corretta posizione di nuoto, rendendola molto vulnerabile.
“Andrea è la quarta Caretta caretta che, dopo le cure presso il Centro Recupero Tartarughe di Miramare, viene rilasciata nelle acque del Golfo di Trieste, racconta Francesco Zuppa, biologo di Miramare, anche lei entrerà , assieme alle altre, nella numerosa popolazione di tartarughe marine curate nell’ambito del progetto nazionale Tartarughe del WWF Italia attivo su tutta la penisola e attento alle problematiche di salvaguardia di questa specie protetta”

La doppia liberazione è stato effettuata alla vigilia dell’iniziativa “Clean up the world”, giornata di pulizia promossa dal Programma Ambiente delle Nazioni Unite e localmente attuato da tutte le aree protette costiere tra Trieste e Grado: Miramare, Falesie di Duino, Foci dell’Isonzo e Valle Cavanata, insieme per valorizzare l’ambiente marino costiero liberandolo dai rifiuti spiaggiati, estremamente pericolosi per tutte le specie marine.
“Siamo molto soddisfatti per l’esito di questa avventura – commenta Renzo Mosetti, direttore del Dipartimento BIO dell’OGS – che si è risolta con un lieto fine anche grazie alla stretta collaborazione scientifica e istituzionale che esiste tra OGS e l’Area Marina Protetta di Miramare”.
|