Tecniche acustiche
Alla fine anni Novanta sono cominciati degli studi con idrofono
ed ecoscandaglio, con rilevamenti acustici di tipo attivo
e passivo. Si è voluto a tale scopo analizzare in modo
più dettagliato il ciclo biologico e migratorio di
alcune specie rilevate abitualmente entro la riserva marina.
La comunità ittica all’interno di un’area
marina protetta viene studiata in maniera non invasiva, tramite
osservazioni dirette subacquee (censimenti visuali). L’osservazione
coadiuvata da videoregistrazioni ha permesso di studiare l’eco-etologia
di numerose delle specie presenti nella Riserva naturale marina
di Miramare, in particolare Chromis chromis (Castagnola).
Negli ultimi anni ricerche di questo tipo sono state implementate
da dati raccolti tramite l’utilizzo di strumentazioni
di tipo acustico (Idrofono, Echosounder). I primi studi si
sono rivolti alle strategie comportamentali e riproduttive
delle numerose specie di pesci che abitano la scogliera presso
il castello di Miramare, il tutto attraverso un’accurata
indagine video effettuata da un operatore per mezzo di videocamere
subacquee.
Le osservazione erano mirate a stabilire oltre al comportamento
anche il livello di attività sia giornaliero che stagionale
delle diverse specie indagate.
Le strumentazioni utilizzate
L’echosounder è un sonar che invia verticalmente,
dalla superficie verso il fondale un fascio di impulsi sonori
attraverso un trasduttore, un dispositivo che converte l’energia
elettrica in energia acustica, e viceversa, convertendo gli
echi in segnali elettrici, poi digitalizzati e rielaborati
attraverso hardware e software adatti.
Di fatto tale strumento opera con onde acustiche ad alta
frequenza ed intensità per individuare e quantificare
oggetti riflettenti posti tra la superficie dell’acqua
ed il fondo: gli oggetti riflettenti a seconda delle caratteristiche
della loro struttura, o meglio della loro densità,
possono essere più o meno riflettenti. Oggetto tipico
d’indagine non solo presso Miramare, ma nel modo, sono
i pesci e di recente il plancton. Nel tempo il segnale acustico
viene emesso lungo la colonna d’acqua e, nel caso colpisca
un oggetto riflettente, parte dell’energia acustica
viene riflessa, parte assorbita e parte oltrepassa l’oggetto.
L’energia che oltrepassa l’oggetto va poi a riflettersi
quasi completamente contro il fondo. L’energia riflessa
dal fondo e dall’oggetto, detta genericamente eco, viene
acquisita e archiviata in formato digitale. L’analisi
dei dati degli echi, tramite processi di eco-integrazione
ed eco-conteggio, correlati a coordinate geografiche permetto
di eseguire stime quantitative su larga scala in tempi brevi.
È uno strumento che viene utilizzato per la stima
di biomassa ittica in aree campione e presso la riserva viene
impiegato per la quantificazione della presenza di pesce e
per studiare i movimenti migratori di specie pelagiche e bento-nectoniche.
Fornisce informazioni riguardanti il fondale (sedimenti di
fondo, per esempio sabbia, fango,…) e la profondità
che sono codificati nell’eco, che può essere
acquisito e memorizzato assieme al dato GPS. I risultati,
raccolti durante appositi campionamenti, possono essere processati
con la data, l’ora, la latitudine e la longitudine e
registrati su carte digitali.
Mediante l’echosounder si sono potuti caratterizzare
forma e dimensione dei banchi, tracciarne la distribuzione
verticale lungo la colonna d’acqua, la distribuzione
spazio-temporale in relazione alle caratteristiche chimico-fisiche
e la distribuzione spaziale in funzione delle caratteristiche
sedimentologiche. Inoltre, si sono raccolti i dati relativi
all’attività alieutica quali: quantitativi di
pescato, metodologie di pesca, attrezzi ed imbarcazioni utilizzate.
L’idrofono, connesso ad un audioregistratore portatile,
consente la registrazione e la successiva rielaborazione dei
suoni che si sviluppano nel mezzo acqueo; permette di attuare
uno studio non invasivo delle comunità ittiche.
L’elevata elasticità del mezzo acquatico facilita
la propagazione dei suoni, infatti maggiore è l’elasticità
del mezzo, maggiore è la velocità di propagazione
dell’onda sonora; poiché sussiste questa condizione
favorevole, si è sviluppata una forma di comunicazione
acustica per mezzo di segnali sonori tra organismi animali
marini, esempi più noti si trovano tra cetacei, pesci
e crostacei.
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