Ottica
La campagna di raccolta dati è iniziata nel gennaio
2002 con la collaborazione tra il Laboratorio di Biologia
Marina di Trieste (LBM), l'Istituto Nazionale di Oceanografia
e Geofisica Sperimentale (OGS) e l'Università degli
Studi di Trieste ed è tuttora in corso. La frequenza
di campionamento è stata, per i primi tre mesi del
2002, quindicinale e successivamente settimanale ad eccezione
dei casi di maltempo.
I principali obiettivi:
- misure di produzione primaria in situ ed in laboratorio
con lo scopo di confrontare i diversi metodi impiegati per
la stima della produzione primaria;
- confronto tra misure di abbondanza planctonica ottenute
mediante conteggio al microscopio e Optical Plankton Counter;
- misure di parametri fisici ottici della colonna d'acqua.
Tali misure vengono effettuate in concomitanza alle uscite
relative agli esperimenti di produzione primaria in situ
ed in caso di particolari eventi biologici e/o fisici in
ulteriori crociere.
Per misurare i parametri di tipo ottico sono stati utilizzati
dei radiometri di tipo selettivo; analizzano il flusso luminoso
entro una banda molto stretta dello spettro visibile. In particolare
sono centrati su sette lunghezze d'onda (412, 443, 490, 510,
555, 665, 683 nm) con una larghezza di banda limitata a 10
nm.
I campionamenti vengono effettuati sempre nella stessa stazione
"C1" con frequenza settimanale; questo ha permesso
di monitorare oltre 90 giornate. Viene acquisita una moltitudine
di parametri biologici, chimici e fisici mediante l'impiego
di numerose sonde dedicate e la raccolta di campioni d'acqua
da analizzare successivamente in laboratorio o da adoperare
in situ.

In particolare, oltre ai radiometri selettivi della Satlantic,
viene utilizzato anche uno spettrofotometro subacqueo a 9
bande nel visibile (AC9) [03] per analizzare i coefficienti
di assorbimento a e quello di attenuazione c, per cercare
poi di valutare indirettamente lo scattering. Una sonda CTD
misura i classici parametri di temperatura e salinità,
mentre una sonda PNF 300 analizza l'irradianza sferica PAR
(400-700 nm) disponibile per gli organismi fitoplanctonici
e rivela la radianza piana tipo sorgente clorofilla centrata
a 683 nm.
Vengono prelevati, con una rosette, dei campioni d'acqua
a diverse quote, i quali, successivamente, vengono in parte
inviati in laboratorio per le analisi ed in parte utilizzati
nell'incubazione in situ con la tecnica del carbonio radioattivo
14C.
Oltre 4000 file e più di 70.000.000 di dati!
La dotazione strumentale adottata nel primo anno di ricerca
è stata implementata mediante la recente introduzione
di altri strumenti di tipo ottico quali una sonda PAR piana
ed una sferica da utilizzare per valutare la tecnica di integrazione
dei radiometri selettivi della Satlantic ed ai fini di confrontare
il flusso luminoso superficiale del tipo piano con quello
sferico.
Dopo avere determinato l'irradianza PAR superficiale (piana)
integrando i dati radiometrici misurati con il sensore di
riferimento della Satlantic la si è confrontata con
quella misurata dal sensore sferico della PNF 300 (LBM). Da
tale raffronto si denota che il rapporto non si mantiene costante
e che le due irradianze si avvicinano soltanto in alcuni casi
caratterizzati da maggiore luce diffusa. Ne è conseguita
la necessità di incrementare la strumentazione in dotazione
(sonda PAR piana e sferica) per poter valutare e comprendere
l'irradianza PAR ottenuta con l'integrazione dei dati Satlantic.
Monitorando poi, per ognuna delle sette lunghezze d'onda,
l'andamento dell'irradianza e della radianza si è dedotto
che le sette lunghezze d'onda si possono raggruppare in tre
classi con comportamenti e valori molto simili: le basse (412
e 443 nm), le medie (490, 510 e 555 nm) ed infine le alte
(665 e 683 nm) lunghezze d'onda.

Ciò può essere confermato dall'osservazione
dell'evoluzione delle sette lunghezze d'onda, ad esempio per
l'irradianza, in una particolare giornata o più correttamente
dal confronto tra tutti i punti fino ad ora ricavati delle
lunghezze d'onda agli estremi delle classi di appartenenza.
L'andamento dell'irradianza e della radianza di queste classi
durante il periodo di studio mostra delle correlazioni con
i grafici dei parametri termoalini. In particolare le rappresentazioni
tempo-profondità dei coefficienti di attenuazione verticale,
Kd e K, riproducono molto bene l'evoluzione termoalina con
valori dei coefficienti che mutano radicalmente nel caso di
piene isontine.
Oltre a ciò i plot tempo-profondità dei suddetti
coefficienti Kd e K seguono ottimamente le variazioni del
coefficiente di assorbimento a misurato mediante AC9 e della
clorofilla da sonda.
I risultati preliminari di questo lavoro sono stati presentati
ad un recente congresso sulla gestione dell'ambiente marino
ad Albena. Il congresso dal titolo "Scientific and policy
challenges towards an effective management of marine enviroment",
si è svolto ad Albena (Bulgaria) dal 13 al 18 ottobre
2003.
|