Invasione di "Polmone di mare"

Foto R. Gerin
Nel pomeriggio del 5 ottobre 2004 è stata osservata una nuova,
massiva concentrazione di Polmone di mare o Pota (Bota) marina
(Rhyzostoma pulmo), una medusa di dimensioni considerevoli,
raggiunge i 50 - 60 cm di diametro - è la più grande del Mar
Mediterraneo - ma di scarso potere urticante.
Questa massiccia concentrazione di meduse rappresenta solo
l'ultimo di una lunga serie di episodi, che stanno interessando
le acque del golfo di Trieste da quasi due anni.
Eventi analoghi hanno infatti cominciato a verificarsi già
dai primi mesi del 2003, con addensamenti imponenti e facilmente
visibili anche nei porti e lungo il litorale. Sciamature altrettanto
copiose venivano osservate anche in passato, ma erano concentrate
per lo più nei mesi tardo autunnali ed invernali (va comunque
detto che le meduse sono visibili da sole o a piccoli gruppi
nell'arco di tutto l'anno, come molti bagnanti avranno avuto
modo di sperimentare in prima persona).
La novità forse più interessante di questi addensamenti è che, dall'estate del 2003, hanno incominciato a comparire tra le meduse anche esemplari di piccole dimensioni. Si tratta quindi di individui giovani, che probabilmente hanno compiuto le prime fasi del ciclo biologico nelle nostre acque.

Sono organismi planctonici, cioè animali che pur essendo
capaci di nuotare si lasciano trasportare dai movimenti del
mare e quindi la loro maggiore abbondanza in alcuni periodi
è legata al gioco delle correnti oltre che a una "tempistica"
legata al loro ciclo biologico. Il fatto che si siano avvistati
degli esemplari giovani nelle nostre acque potrebbe derivare
dalla modificazione di qualche parametro ambientale connessa
alla variazione del loro ciclo biologico.
Le meduse, essendo organismi planctonici, si lasciano però
prevalentemente trasportare dalle correnti marine. Una maggiore
abbondanza di giovani in alcuni periodi potrebbe quindi essere
collegata anche a variazioni nel gioco delle correnti, e non
solo a cambiamenti nella “tempistica” legata al
loro ciclo biologico.
Le sciamature e la comparsa anomala di esemplarigiovanili
nelle nostre acque potrebbero essere causate dalla variazione
di qualche parametro ambientale, che come conseguenza può
aver influito sia sul ciclo biologico della specie sia sulle
correnti marine che normalmente trasportano nelle nostre acque
questi organismi.
Lo scorso anno (2003) è stato caratterizzato da un
lungo periodo di grande siccità, che ha causato un
forte innalzamento della salinità del mare. Nel febbraio
2004 si registravano ancora valori superiori a 38,5 psu -
picco che storicamente non era mai stato raggiunto nelle nostre
acque costiere - e solamente nella primavera del 2004 i valori
di salinità hanno iniziato a riassestarsi su valori
consueti per il periodo. Queste fluttuazioni di salinità
potrebbero dunque spiegare alcuni casi di sciamatura.
Al momento attuale però, la salinità e le altre
principali caratteristiche idrologiche risultano in linea
con le medie stagionali. Ciò significa che, almeno
per quest’ultimo episodio, le cause che hanno portato
alla grande abbondanza di meduse nelle nostre acque sono ancora
tutte da comprendere.

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