Pronto intervento cetacei e tartarughe
Ritrovamento di esemplare di Caretta
caretta
In data 5 Agosto il gruppo primo soccorso tartarughe marine
e cetacei è stato allertato dal Dott. Ragusin dell’ASL
di Grado per il ritrovamento di un esemplare di Caretta
caretta nelle acque del Golfo di Trieste che presentava
un amo di palangrese nella bocca. La tartaruga marina è
stata prelevata alla Coop. Pescatori di Grado per essere trasportata
presso l’ambulatorio veterinario del Dott. Paolo Zucca,
volontario del gruppo Fauna MED.
Il Dott. Zucca assistito dai biologi della Riserva marina
dopo aver praticato un’anestesia parziale dell’animale
ha asportato l’amo posizionato al margine superiore
dell’esofago. Fatto curioso l’amo presentava ancora
l’innesco di pezzo di calamaro. Incidenti di questo
tipo sono purtroppo frequenti in quanto la Caretta ghiotta
di cefalopodi approfitta per alimentarsi degli inneschi dei
palangresi.
L’intervento è durato in totale circa 45’.
Il Dott. Zucca, anche in considerazione di un principio di
stato di malnutrizione dell’esemplare, ha prescritto
un periodo di ospedalizzazione della tartaruga durante il
quale i biologi le somministreranno un antibiotico e le praticheranno
dei bagni in acqua dolce per facilitare il distacco di crostacei
cirripedi che le hanno parassitato la cute.
L’ospedalizzazione verrà predisposta in una vasca
in PVC di 4 metri presso la Riserva marina di Miramare.
Se le condizioni generali dell’esemplare saranno soddisfacenti
verrà programmata la reimmissione in mare il giorno
12 p.v.
La Caretta già dal giorno successivo all’intervento
ha preso ad alimentarsi spontaneamente con sardine.
Dati morfometrici
Caretta caretta
Lunghezza del carapace 35 cm
Peso 8 Kg età compresa tra 1 e 3 anni
Sesso femmina
La Liberazione
Giorno 12 Agosto presso il bagno Ducale del parco di Miramare.
Dopo le misurazioni morfometriche dell’animale, lunghezza
e larghezza del carapace e peso, la tartaruga verrà
fotografata e successivamente trasportata con un natante della
Riserva marina di Miramare in acque libere antistanti l’area
protetta ad una distanza circa di 1 miglio.
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