Cos'è

La Riserva Marina di Miramare (EUAP 0167) è stata istituita nel 1986 con decreto del Ministero dell'Ambiente che ne ha affidato la gestione all'Associazione WWF Italia onlus (D.M. 12 novembre 1986). Nel 2006, nell'ambito di una ri-organizzazione della gestione delle Aree protette del WWF Italia ONLUS, alcuni servizi dell'AMP Miramare sono stati trasferiti alla società WWF Oasi srl con l'autorizzazione del Ministero dell'Ambiente e del Territorio e del Mare.  

Miramare è parte della rete di 17 aree naturali protette del Friuli Venezia Giulia, e la sua gestione è sostenuta, oltre che dal Ministero dell'Ambiente, anche dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, ex LR 7/1998 ora LR 7/2016.

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 L’ambiente

L’area protetta è situata nel golfo di Trieste, in Comune di Trieste, ai piedi del promontorio di Miramare, propaggine litoranea incastrata tra il porticciolo turistico di Grignano e la riviera di Barcola, meta balneare estiva dei locali.
L’ambiente in cui è localizzata è un tratto marino-costiero, roccioso nella sua porzione costiera, che digrada in massi, ciottoli e formazioni fangose mano a mano che ci si sposta dalla costa al mare. I fondali - la cui profondità massima è di 18 metri - sono rocciosi, ciottolosi e sabbiosi sino alla profondità di 8 metri circa, poi fangosi. La costa è formata da roccia calcarea tipica del Carso, territorio di cui il promontorio di Miramare rappresenta una piccola estensione del litorale.

L’area protetta

Nei 30 ettari protetti, per una fascia di 200 m dalla linea di costa, vige un regime di tutela integrale. In tale area fa eccezione un corridoio di circa 1 ettaro, in corrispondenza della scogliera del Castello di Miramare, in cui vengono concentrate le visite subacquee guidate con autorespiratore. La zona a protezione integrale è circondata inoltre da una a protezione parziale, detta "Buffer" (istituita con Ordinanza della Capitaneria di Porto di Trieste n. 76/95 e  28/98). Questa seconda area, di 90 ettari, costituisce un'ulteriore cintura protetta di 400 metri di ampiezza, in cui vige il divieto di pesca professionale e di ancoraggio.

Una riserva in rete

Miramare è ben nota per il suo alto valore biologico e per l’efficacia della sua gestione e fin dal 1979 fa parte della rete mondiale di Riserve della Biosfera (MAB UNESCO), ossia aree marine e/o terrestri che promuovono e dimostrano una relazione equilibrata fra la comunità umana e gli ecosistemi e creano siti privilegiati per la ricerca, la formazione e l'educazione ambientale, oltre che poli di sperimentazione di politiche mirate di sviluppo e pianificazione territoriale (vedi pagina dedicata).

Grazie alla sua esperienza trentennale, oggi l’Area Marina Protetta di Miramare - unica Oasi “marina” del sistema di oltre cento Oasi gestite dal WWF sul territorio italiano - è anche una delle Aree Protette ASPIM (Aree Specialmente Protette di Importanza Mediterranea) del Mediterraneo. Per ottenere e poi mantenere questo prestigioso e importante status, bisogna costantemente promuovere iniziative di studio che permettano di monitorare annualmente lo stato di salute dei fondali, in particolare di verificare il mantenimento di un elevato grado di biodiversità.

L'AMP Miramare si è fatta inoltre promotrice del progetto ISEA, un progetto WWF svolto in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, che realizza interventi di sostegno alla gestione delle aree marine protette italiane per rafforzare la loro efficienza, promuovendone gestioni standardizzate e facilitando lo scambio di buone pratiche all'interno del network.

Con decreto della regione nel giugno 2011 la Riserva naturale marina di Miramare (Trieste) è stata  identificata e proposta come SIC - Sito di importanza comunitaria (DIRETTIVE 79/409/CEE E 92/43/CEE), entrando così a far parte della Rete ecologica europea "Natura 2000".  Il nome del nuovo SIC IT3340007, la cui area coincide con quella della Riserva, è "Area marina di Miramare".

Inoltre, dal 2004, il soggetto gestore di MIramare ha aderito volontariamente al sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS = Eco-Management and Audit Scheme) per valutare e migliorare la propria efficienza nella gestione ambientale, prima riserva marina a registrarsi in Italia.

La mission

Come da proprio decreto istitutivo, gli obiettivi istituzionali della RNMM (oggi AMP Miramare) si esplicano su tre fronti di attività:

CONSERVAZIONE dell’area protetta, con attività di tutela e valorizzazione dell'ambiente e delle caratteristiche geomorfologiche, della fauna e della flora bentonica e pelagica dell'area interessata;

RICERCA SCIENTIFICA applicata alla gestione delle risorse marine, tramite lo studio degli ecosistemi e delle specie locali protette e periodiche campagne di monitoraggio scientifico condotte in collaborazione con i migliori istituti scientifici locali e nazionali;

DIDATTICA, con la realizzazione di programmi di carattere divulgativo-educativo per il miglioramento della cultura generale nel campo della biologia ed ecologia marina. Le proposte educative non si esauriscono con i soli programmi didattici per le scuole ma si strutturano in un’offerta distribuita durante tutte le quattro stagioni e prevedono laboratori creativi, passeggiate naturalistiche guidate, iniziative eco-ricreative e di sensibilizzazione per famiglie, attività di sea watching e visite guidate sottomarine.

Grazie a tutte queste attività, l’AMP rappresenta oggi un punto di riferimento per altre aree protette di tutto il Mediterraneo, oltre che un polo d'attrazione per quindicimila visitatori e studenti l'anno.